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Olimpia Tarzia

   Apertura Campagna 2010


Già, come ben sottolineava, Presidente, nel Suo discorso di insediamento, la Sua candidatura a governatore, in quanto donna, ha voluto essere un segnale di discontinuità.
Ha voluto essere un segnale chiaro che le pari opportunità non sono più argomento appannaggio della sinistra, ma che questa coalizione di centrodestra ha particolarmente a cuore.
Ben consapevoli dello specifico, insostituibile contributo delle donne a rendere sempre più la politica a portata di tutti i cittadini e sempre più vicina ed attenta ai veri bisogni e al reale vissuto della gente, questa maggioranza, con Lei, Presidente, ha voluto, già in campagna elettorale, dichiarare il suo impegno a dare effettiva rappresentatività alle donne ai vertici di governo ed istituzionali.
Una grande, coraggiosa sfida, già avviata in questa Regione nella legislatura del Presidente Storace, durante la quale furono apportate fondamentali modifiche statutarie, proprio al fine di consentire una doverosa, adeguata rappresentatività delle donne nel governo regionale.
Non si tratta, è evidente, di privilegiare le donne in quanto tali, ma di riconsiderare i tempi della politica, per lo più impostati su prevalenti schematismi maschilisti, consentendo la partecipazione ai massimi livelli istituzionali delle donne capaci e motivate, spesso madri impegnate nella cura dei figli, spesso figlie impegnate nella cura dei genitori, quasi sempre donne lavoratrici.
Non c’è dubbio che nella competizione da poco conclusasi nella nostra Regione, grande peso ha avuto l’elettorato cattolico. E questo è stato il motivo determinante che mi ha convinto ad accettare la candidatura nella Sua Lista Civica, Presidente.
Ho ritenuto, infatti, troppo rischiosa  la deriva etica per la nostra Regione se avesse vinto l’area politica facente capo alla cultura radicale. L’elettorato cattolico, dicevo, ha giocato un forte ruolo, anche quella componente di regola simpatizzante per il centro sinistra, che sarebbe stata tentata di non andare a votare, e che ha invece scelto di far sentire la propria voce dando fiducia e consensi a chi, su questi temi, la potesse rappresentare.
Penso che non opereremmo alcuna scelta di vero cambiamento, di sostanziale rinnovamento dell’azione politica, come Lei, Presidente auspica,  se non tenessimo conto di tutto ciò, delle aspettative suscitate,  della responsabilità morale, prima ancora che politica, di dimostrare rispetto e considerazione per ogni singola preferenza accordataci, poiché dietro ogni voto, espresso con la preferenza, c’è un volto, una speranza, un desiderio di partecipazione, così raro, ormai, nell’attuale contesto italiano, caratterizzato purtroppo da crescenti delusioni e  disaffezione dalla politica.
Ci è stata espressa, come Lei ricordava, Presidente, una richiesta di rinnovamento, l’attesa di un cambiamento rispetto alle quali vogliamo essere all’altezza, rispettando il mandato elettorale, da Lei giustamente ritenuto uno dei capisaldi di questa IX Legislatura.
Ma per operare un vero cambiamento è necessario tagliare nettamente i ponti con un vecchio sistema politico e rappresentare un nuovo modo di fare politica, vicino ai cittadini, che  tenga conto non di equilibrismi artificiali o di interessi legati a privilegi acquisiti o a gruppi di potere, ma di un vero rispetto di coloro che, democraticamente, attraverso la preferenza espressa, hanno richiesto di essere soggetti attivi nel determinare le scelte che questo governo opererà, soprattutto nei confronti dei più deboli e dei più svantaggiati.
Le leggi, infatti, servono soprattutto per difendere i deboli, poiché i forti si difendono da soli.
Nel presentare il nostro programma elettorale  ciascuno di noi si è assunto impegni con i cittadini e le cittadine del Lazio, che Lei, Presidente, ha ben riassunto in  sei assi prioritarisu cui si muoverà la nostra azione: la salute dei cittadini, la famiglia, la fragilità, il futuro, la competitività e l’ambiente, la mobilità.
Vorrei soffermarmi in particolar modo sulle politiche per la famiglia e sulle politiche sociali, temi a me molto cari, ai quali  dedico il mio impegno culturale, sociale e politico da molti anni. E vorrei farlo nella convinzione, suffragata dall’esito di adeguate politiche familiari messe in atto ad esempio da molti Paesi del Nord Europa, che uno Stato, una Regione che investe risorse sulla famiglia non andrà mai ad impoverirsi, anzi, ne trarrà benefici anche economici, poiché la famiglia è il vero ammortizzatore sociale, capace di restituire in termini di gratuità di servizi molto più di quanto ha ricevuto in aiuti economici.
La famiglia, prima cellula della società, riconosciuta nella Costituzione Italiana e nel nostro Statuto Regionale, quale società naturale fondata sul matrimonio, è senza dubbio la prima vittima della crisi economica in atto.
Come Istituzione “amica della famiglia” penso si debba impostare una politica per la famiglia che ne riconosca la soggettività sociale, civile, giuridica, educativa, economica e politica, ponendo in essere le azioni necessarie ad agevolarne la formazione, con politiche della casa e del lavoro, realizzando un fisco regionale e un nuovo calcolo di tariffe e servizi a misura di famiglia, sostenendo le famiglie numerose ed applicando il quoziente familiare (che tenga conto anche del figlio concepito), così come previsto nella legge regionale sulla famiglia 32/2001 (di cui fui promotrice), legge ancora vigente.
E’ doveroso riconoscere il valore sociale della maternità, favorendo progetti part-time e di armonizzazione tra tempi familiari e lavorativi, per consentire ai genitori di avere il giusto tempo da dedicare ai propri figli, anche attraverso appropriate politiche dei trasporti, particolarmente per quanto riguarda il pendolarismo, promuovendo  incentivi fiscali alle aziende che non penalizzeranno la donna che sceglie di accudire il proprio bambino fino ai 3 anni.
Va tutelata la donna nel suo percorso lavorativo, facilitandone l’ingresso nel mercato del lavoro, anche attraverso cooperative di lavoro e corsi di formazione professionale collegati alle imprese, favorendo l’accesso agli asili nido ed incentivando i nidi famiglia e i nidi aziendali, e, nel contempo, va garantito alle donne che svolgono esclusivamente lavoro familiare il riconoscimento effettivo, anche economico, del valore del lavoro di cura e intradomestico.
Bisogna incentivare le imprese a conduzione familiare, fondamentale volano dell’economia della Regione, attraverso misure economiche e facilitazioni fiscali.
Questa maggioranza intende riconoscere e difendere la vita e la dignità umana in tutto l’arco del suo sviluppo ed in qualsiasi condizione si trovi, dal concepimento alla morte naturale e, per questo, accogliere e sostenere le maternità difficili, non lasciando sola la donna, attivando misure economiche e sociali tese a superare le cause che la indurrebbero all’aborto, introducendo anche bonus per ragazze madri: sono convinta che per raggiungere tale obiettivo si debba intervenire con una riforma e riqualificazione dei  consultori familiari, che garantisca alla donna la libertà di accogliere la vita, ed è in tale direzione che si muove la mia proposta di legge, che ho depositato nei giorni scorsi, già sottoscritta dalla maggioranza e da una significativa rappresentanza anche della minoranza.
Questo a conferma di una tesi che da sempre sostengo e cioè che il tema del diritto alla vita vada sottratto alle discussioni ideologiche, poiché appartiene a tutti i cittadini, di qualsiasi colore politico o religioso, essendo il primo tra i diritti umani.
Bisognerà favorire l’associazionismo familiare e riconoscerlo quale diretto e continuo interlocutore delle Istituzioni, anche attraverso l’Osservatorio Permanente Regionale delle Famiglie, già previsto nello Statuto Regionale.
Penso ancora che si debbano sostenere i genitori nel loro primario diritto-dovere educativo, anche garantendo loro l’esercizio del diritto di libertà di scelta educativa e scolastica, estendendo il buono scuola, già previsto per la scuola materna, a tutte le scuole dell’obbligo e avviare politiche educative garantendo il diritto allo studio, anche individuando le richieste e le opportunità che il territorio ed il mondo economico richiedono e nel contempo coniugando il servizio sociale di formazione culturale e civile delle giovani generazioni con l’eccellenza formativa.
Va sostenuta la genitorialità, garantendo alla coppia iniziative di formazione e sostegno all’adozione e all’affido e servizi di consulenza e mediazione familiare di supporto ed elaborando misure di sostegno per le famiglie con un figlio fisicamente o psichicamente disabile, aiutandole ad affrontare la gestione del “dopo di noi”.
Nostro compito dovrà essere anche quello di riconoscere la grande risorsa rappresentata dalle persone anziane, valorizzandone la maggiore disponibilità di tempo e la ricchezza di esperienza, anche favorendo occasioni di socializzazione e di contributo intellettuale, con particolare attenzione alla fascia degli “anziani fragili”, in età molto avanzata o in stato di disagio, potenziando i servizi alla persona, verificandone la qualità e svolgendo un’azione culturale di sensibilizzazione, rivolta alla società civile, in materia di anzianità.
Un impegno speciale andrà dedicato alla prevenzione del disagio giovanile e adolescenziale, favorendo lo sviluppo di luoghi di aggregazione, la promozione e il sostegno degli oratori, il potenziamento delle attività artistiche e sportive e favorendo l’occupazione e l’imprenditoria giovanile, con efficaci interventi di superamento del precariato, di progetti di orientamento nelle scuole e di raccordo con il mercato del lavoro, di apprendistato e relativo tutorato di qualità, di tirocinio formativo.
Bisognerà investire adeguate risorse per recuperare gli spazi verdi dedicati ai bambini, abbattere le barriere architettoniche, al fine di favorire un habitat sociale, urbano e della mobilità a misura di famiglia.
Si dovranno promuovere processi d'integrazione con politiche interculturali di formazione consapevole alla cittadinanza.
Si dovrà garantire la sicurezza, promuovendo incentivi per prevenire e combattere la violenza sui bambini e sulle donne e sui soggetti deboli in generale.
Infine ritengo si debba realizzare un sistema sanitario che metta al centro la persona, attraverso un’assistenza socio-sanitaria integrata e multifattoriale, incentivando gli Hospice e l’assistenza domiciliare di malati cronici o gravemente disabili, l’assistenza sia sanitaria che psicologica nella fase terminale della vita e il sostegno alla famiglia, prevedendo ospedali socialmente responsabili, al fine di un coinvolgimento delle famiglie nei processi di cura, di una continuità assistenziale e presa in carico globale socio-sanitaria del malato considerato nel suo contesto familiare e sociale.
Vogliamo, insomma, in quest’Aula riportare le attese e le speranze raccolte da migliaia di cittadini in una Regione che sappia realizzare, nei tempi dei cittadini e non della politica, quanto richiesto, per realizzare una concreta politica di servizio, per il bene comune, particolarmente per i più poveri, i più deboli, i più emarginati,i più indifesi.
Questa è la sfida che abbiamo raccolto e penso che non ci sia migliore augurio che reciprocamente ci possiamo fare, all’inizio di questa legislatura, che quello di non dimenticare neanche per un attimo di essere la voce di tante attese, di tanti bisogni, di tanti diritti che fiduciosamente ci sono stati affidati e per difendere i quali siamo stati voluti per governare questa Regione.

Buon lavoro a tutti!


 
Olimpia Tarzia







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