Il
Movimento per la vita, da 30 anni la voce di chi non
ha voce
Il loro sguardo è rivolto da sempre al bambino
non nato insieme alla sua mamma. É lo sguardo
di tutti gli uomini, le donne e i giovani che costituiscono
il Movimento per la vita, sorto a Firenze nel 1975 dall’esperienza
del primo centro di aiuto alla vita.
Un’associazione di persone che si organizzano
a livello locale (si contano circa 600 realtà
sparse in tutta Italia) ed in una federazione nazionale,
ma allo stesso tempo un popolo sempre più numeroso
che promuove e difende il diritto alla vita e alla dignità
di ogni uomo, dal concepimento alla morte naturale,
favorendo una cultura dell’accoglienza nei confronti
dei più deboli ed indifesi e, prima di tutti,
del bambino concepito e non ancora nato.
Un impegno quello del Movimento per la vita che si snoda
attraverso una serie di iniziative a carattere legislativo
e sociale, seminari di studio, corsi di formazione,
convegni scientifici, dibattiti, conferenze, proiezioni,
concerti e proposte varie, oltre che naturalmente nell’aiuto
diretto in favore di donne che si trovano in difficoltà
per una gravidanza inattesa o indesiderata.
Proprio la concretezza caratterizza la maggior parte
delle attività del Movimento, di cui una delle
più importanti e conosciute è sicuramente
quella dei Cav (Centri e servizi di aiuto alla vita).
A parlare dei Cav sono sicuramente i numeri: 65mila
bambini sottratti all’aborto sicuro, aiutando
le loro mamme.
Donne che trovano accoglienza anche nelle 80 case che
sono collegate ai centri di aiuto alla vita. Queste
strutture unite alla disponibilità di moltissime
famiglie hanno dato la possibilità a circa il
10% delle donne di essere accolte ed ospitate in strutture
adeguate alle loro esigenze e a quelle dei loro bambini.
Madre e bambino sono inoltre i protagonisti del Progetto
Gemma, opera del Mpv, nato nel 1994. Un progetto che
consiste nell’adottare a distanza una mamma e
il suo piccolo per 18 mesi (gli ultimi sei mesi di gravidanza
e il primo anno di vita del bimbo) versando un contributo
di 160 euro mensili. Un gesto che in soli 7 anni ha
fatto registrare circa 8.000 adozioni.
Sempre di adozioni a distanza si occupa un altro progetto,
Agata Smeralda, che prende il nome dalla prima bambina
accolta nello “Spedale degli Innocenti”
di Firenze nel lontano 1445.
In questo caso a poter essere adottati a distanza con
31 euro al mese sono le bambine e i bambini di strada
brasiliani.
A tali iniziative si aggiunge inoltre il telefono “salva-vite”
attivo 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno per soccorrere
le donne che si trovano in difficoltà a causa
di una gravidanza. Al numero verde 8008-13000 risponde
un gruppo di persone di consolidata esperienza e approfondita
conoscenza delle strutture di sostegno in tutta Italia,
che oltre ad ascoltare e incoraggiare sono in grado
di attivare una rete concreta di aiuto.
Tra le attività del Movimento per la vita anche
il centro di documentazione e solidarietà che
diffonde materiale multimediale (libretti, opuscoli,
video, ecc.) che illustra sotto il profilo scientifico
lo sviluppo della vita umana dal concepimento alla nascita.
Caso esemplare è “La vita umana: prima
meraviglia!” tradotto in tredici lingue e diffuso
in circa 4 milioni di copie. Ed infine il “Si
alla vita”, un mensile che costituisce anche la
prima fonte di finanziamento delle varie iniziative
nazionali ed è veicolo delle tematiche e delle
idee di cui il Movimento si fa portatore da 30 anni.
EDUCARE ALLA VITA
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