LA
PARROCCHIA COME REALTÀ FORMATIVA ED EDUCATIVA
La parrocchia continua, integra, completa la funzione
educativa della famiglia.
Il graduale allontanamento dei giovani, dopo i periodi
di catechesi in preparazione alla comunione e alla
cresima, il ritornare, spesso dopo una lunga pausa,
poco prima del matrimonio per partecipare al corso
di preparazione, pone alla parrocchia nuovi compiti
e allo stesso tempo solleva alcune questioni di
formazione in un orizzonte educativo più
ampio. È nella parrocchia che si deve
operare la sintesi tra fede e vita, aiutando a riscoprire
che ciò che afferma il Magistero è
per il bene dell’uomo, di tutti gli uomini,
credenti e non credenti, è il luogo ove si
può e si deve rendere ragione delle nostre
speranze. È perciò essenziale,
nel cammino formativo dei gruppi adolescenziali
e giovanili in preparazione ai sacramenti e post-cresima,
inserire l’educazione all’amore, in
quanto educazione alla vita, al rispetto di sé
e dell’altro, alla ricerca, illuminata dalla
fede, della propria vocazione.
Nel progettare un percorso educativo in tal senso,
si dovrebbe tenere conto di alcuni itinerari fondamentali:–
partire dal dato rivelato, corredato dalle scienze
umane, per scoprire ciò che la sessualità
è nel progetto di Dio per la donna e per
l’uomo; – sottolineare la positività
e la gioia di riscoprire l’essere uomo e donna
alla luce della Creazione; – educare alla
fede, alla speranza, all’amore, alle virtù,
ai valori, mettendo in rilievo il ruolo della grazia.
È necessario anche approfondire gli insegnamenti
del Magistero in materia di etica sessuale per testimoniarli
e proporli come vero cammino di liberazione.
Molta disgregazione familiare, cadute di valori,
diffuso disagio giovanile, richiamano la comunità
ecclesiale, ed in particolare gli operatori
di pastorale giovanile e familiare ad un
doveroso impegno di adeguata formazione in tal senso.
“Tale esigenza si impone oggi in modo sempre
più evidente e indilazionabile, di fronte
ai tanti modi riduttivi di intendere la sessualità,
per riaffermare e vivere il suo nativo orientamento
all’amore e al dono interpersonale”
(Direttorio di Pastorale Familiare, 31).
In questo quadro è necessario, anzi è
urgente che si rafforzi una sinergia educativa dei
catechisti e degli animatori di pastorale giovanile
con i genitori, per sviluppare un tessuto educativo
trasversale significativo per gli adolescenti, i
giovani, le giovani coppie, ove trovino la giusta
collocazione i diversi cammini vocazionali.
In definitiva, l’educazione alla vita riguarda
lo sviluppo di tutta la persona umana, oltre che
della famiglia e della comunità ecclesiale
e civile. Si basa sul riconoscimento e l’accettazione
della bontà fondamentale della vita umana
come Dio l’ha creata e si serve di ogni forma
di educazione che possa contribuire allo sviluppo
equilibrato e completo delle doti intellettuali,
psicoemotive, spirituali e fisiche del singolo individuo
e della comunità.
Mira a far crescere la persona verso la piena maturazione
umana in relazione a Dio e al prossimo.
Deve quindi fondarsi sulla fede, che rivela ai cristiani
il significato della vita umana e guida la loro
crescita secondo la loro capacità di condividere
la vita in rapporti d’amore col prossimo,
secondo l’esempio di Cristo. Deve essere in
grado di aprire le strade verso ambedue le vocazioni:
il matrimonio e la verginità consacrata,
intese come modalità differenti, ma ugualmente
totalizzanti, dell’unica vocazione del cristiano:
la vocazione all’Amore. |