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LA FECONDAZIONE
ARTIFICIALE
Tra gli scenari che si aprono innanzi c’è
la questione fecondazione artificiale.
Si intende per fecondazione artificiale l’insieme
di tecniche rivolte a ottenere un concepimento
umano al di fuori dell’unione sessuale naturale
dell’uomo e della donna.
Il 25 luglio 1978 nasceva in Gran Bretagna Luise
Brown, la prima “bambina in provetta”.
Spesso è utilizzato il termine procreazione
assistita, ma il termine è ingannevole,
perché il più delle volte non si
tratta di un’assistenza, ma di una sostituzione
dell’ atto coniugale che comporta una separazione
tra il significato unitivo e quello procreativo.
L’introduzione di queste tecniche introduce
un modo “nuovo” di generare che rischia
di dilatare la “medicina dei desideri”
e solleva numerose obiezioni, etiche, sanitarie,
morali, psicologiche e giuridiche.
La fecondazione artificiale si distingue in omologa
se i gameti appartengono alla coppia, eterologa
se almeno uno dei gameti proviene da un “donatore”
esterno.
Le tecniche di fecondazione artificiale presuppongono
l’esistenza di “banche del seme”.
Sia la fecondazione omologa che eterologa può
essere realizzata in due modi:
- intracorporea, se la fecondazione
avviene all’interno delle vie genitali femminili;
- extracorporea se avviene fuori
del corpo femminile, cioè in provetta;
gli embrioni vengono poi trasferiti nel corpo
della donna.
Nel sottoporsi a queste tecniche, la coppia, in
particolare la donna, paga un prezzo altissimo
in termini di sofferenza fisica, psichica ed anche
economica.
Con le attuali tecniche si “producono”
in vitro embrioni. Le possibilità
di successo di una Fivet (fecondazione
in vitro e trasferimento dell’embríone
in utero) si attestano intorno al 15/20%.
In Italia si calcolano intorno a 200.000
gli embrioni umani congelati sotto azoto liquido
in attesa di destinazione (ma è
sicuramente una sottostima).
INSEMINAZIONE ARTIFICIALE = prelievo del liquido
seminale e sua introduzione all’interno
del corpo femminile GIFT = trasferimento intratubarico
dei gameti
ICSI = introduzione dello spermatozoo all’interno
dell’ovulo
FIVET = fecondazione in vitro con trasferimento
di embrione
Principali questioni
Il figlio rappresenta un dono, una persona da
accogliere, non un diritto, né un prodotto.
La persona à sempre fine e mai mezzo. Non
è accettabile che anche un solo embrione
muoia per far nascere altri embrioni. È
urgente porsi la domanda: “l’embrione
è una persona o un oggetto?”.
L’essere umano va rispettato e trattato
come una persona fin dal momento dal suo concepimento.
La distruzione volontaria di un embrione perciò
è un aborto procurato. La procreazione
viene trasformata in riproduzione tecnica e l’aspetto
unitivo dell’atto sessuale viene sganciato
da quello procreativo. Questa scissione contraddice
un’antropologia integrale della persona.
A febbraio scorso il Parlamento Italiano ha approvato
la legge 40 “Norme in materia di procreazione
medicalmente assistita”.
Si è detto che la legge approvata è
la legge dei cattolici: niente di più falso.
L’unica legge sulla fecondazione artificiale
eticamente accettabile per un cattolico sarebbe
quella che la vieta, sia essa omologa che eterologa,
poiché le tecniche utilizzate comportano
perdite di vite umane inaccettabili in termini
di difesa della vita e della dignità umana
del concepito.
Ma la legge 40/04 approvata dal Parlamento ha
senza dubbio posto dei paletti importanti: divieto
di clonazione, di sperimentazione, di congelamento,
divieto di fecondazione artificiale eterologa
(che, quanto meno, limita il numero di perdite
di vite umane e mantiene l’unicità
di identità genitoriale), divieto di diagnosi
preimpianto. Ma soprattutto all’articolo
1 cita: “la presente legge assicura i diritti
di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito”.
Ecco la novità principale: si parla di
“diritto” e non di “tutela”
(anche le cose vengono tutelate, come i beni artistici
e patrimoniali, ma il diritto è riferito
solo all’essere umano); si parla di “soggetto”
e ciò implica un concetto giuridico ben
chiaro; si parla infine di concepito ed è
assolutamente il termine più appropriato
per identificare l’essere umano all’inizio
della sua esistenza.
Nell’approvazione della legge ha vinto la
ragione sulla intolleranza ideologica.
Hanno prevalso, come deve essere in una corretta
visione della giurisprudenza, i diritti del più
debole e indifeso: il piccolo concepito, che vede
in questa legge maggiormente tutelati il suo diritto
alla vita e la sua dignità umana.
Ha prevalso un nuovo femminismo a dispetto di
chi ossessivamente continua a ripetere che questa
legge è contro le donne; si è affermata
una nuova, trasversale rappresentanza politica
di milioni di donne che nel nostro paese testimoniano,
nel silenzio, la profonda alleanza tra la donna
e la vita concepita;
si è affermato il vero specifico femminile
che è di porsi sempre dalla parte dei più
deboli.
Ha prevalso la scienza libera e onesta che, in
mezzo a tante menzogne, ha saputo riaffermare
ciò che è inoppugnabilmente, scientificamente
dimostrabile, oltre che antropologicamente fondato:
che un essere umano è tale sin dal concepimento
e come tale va difeso nei suoi primari diritti.
Sono uscite sconfitte le lobby economiche che
sulla pelle delle donne e dei bambini hanno usato
tutti i mezzi, e che ora stanno montando una grancassa
mass mediatica mai vista, pur di non perdere guadagni
impressionanti provenienti dallo sfruttamento
della sofferenza delle coppie sterili.
Si è affermato un nuovo percorso culturale
politico che vede l’etica riferimento imprescindibile
per l’azione politica. Ma la legge 40 sta
subendo una serie di attacchi da più parti.
Da un lato c’è il fronte referendario
guidato dai Radicali, sostenuto dalla sinistra
in generale (esclusa parte della Margherita) più
alcuni parlamentari della maggioranza; dall’altra
il fronte dei "mediatori", per lo più
nelle fila della maggioranza, che pur di non andare
al referendum hanno presentato proposte di modifica
del Testo. Tutte peggiorative.
Ecco il quadro generale che abbiamo di fronte:
Si sono costituiti 8 comitati contro i
referendum: Movimento per la vita, il
Forum delle Associazioni familiari, Comitato per
la tutela della ricerca scientifica, Comitato
per la difesa dell’articolo 75 della Costituzione,
Comitato per la difesa della Costituzione, Comitato
per la tutela della salute della donna, Umanesimo
integrale, Consulta nazionale antiusura. Tutti
hanno parlato, attraverso i loro legali, il 10
gennaio davanti alla Corte Costituzionale per
convincere la Corte della oggettiva inammissibilità
costituzionale dei quesiti referendari.
Anche il Governo si è schierato contro
i referendum, e ha mandato in sua vece presso
la Consulta l’Avvocato Generale dello Stato,
per ricordare ad essa che i quesiti sono in palese
contrasto con una serie di trattati internazionali
già in vigore.
- 4 i referendum parzialmente abrogativi,
ritenuti ammissibili dalla Consulta,
che si terranno tra il 15 Aprile e il 15 Giugno
2005. La Consulta ha dichiarato inammissibile
il referendum totalmente abrogativo proposto dai
radicali, ma i 4 referendum sono ugualmente deleteri
perché qualora fossero approvati reintrodurrebbero:
la possibilità di clonare gli embrioni
e crioconservarli;
la possibilità di stimolare nella donna
la produzione di un numero di ovuli
superiore a tre;
la facoltà di non impiantare tutti gli
embrioni fecondati;
l’apertura alla fecondazione eterologa sia
in forma che esplicita, che implicita
(consentendo cioè che si possa procedere
alla fecondazione assistita anche nei casi di
coppie non sterili):
la totale cancellazione di tutti i diritti
del concepito.
- 6 proposte di modifiche di legge presentate,
quattro al Senato e due alla Camera, a firma dei
senatori Rollandin (Gruppo per le Autonomie),
Dentamaro (Udeur), Tomassini (FI), Amato (Misto)
e dei deputati Palumbo (FI) e Mantini (Margherita).
Tutte queste ipotesi di modifica sono da rigettare
ugualmente perché in un modo o nell’altro
cercano di reinserire le stesse inaccettabili
liceità a cui puntano i referendum parziali.
Non ho difficoltà ad affermare che la legge
40 rappresenta da ogni punto di vista una sorta
di “linea del Piave”, assolutamente
invalicabile, perché il venire meno dei
suoi punti fondamentali significherebbe svuotare
di significato l’intera legge. Perché
sulla vita umana non possiamo ammettere “deroghe”.
Qui c’è in ballo il tipo di società
futura in cui vivranno i nostri figli, e su certe
questioni fondamentali di natura etica non è
possibile scendere a compromessi.
Siamo dunque chiamati a squarciare il fitto velo
di equivoci che si è alzato sulla vita
nascente, a smantellare una per una, non con affermazioni
di fede, ma col buonsenso e con la conoscenza
di ciò che la scienza libera e onesta oggi
sa dire con oggettività sull’inizio
della vita, le infinite bugie che, attraverso
il frastuono di buona parte dei mezzi di comunicazione,
stanno confondendo le menti; siamo chiamati infine
a smascherare la manipolazione del linguaggio
teso ad allontanare la consapevolezza delle coscienze
rispetto ai valori in gioco: la vita e la dignità
di ogni essere umano a partire dal concepimento.
È un richiamo ad una mobilitazione generale,
così come ci ricorda il Santo Padre nell’Evangelium
Vitae, 95: “Urgono una generale mobilitazione
e un comune sforzo etico per mettere in atto una
grande strategia a favore della vita”.
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PROBLEMI ETICI FONDAMENTALI
IN PROCREATICA
1. LA DIFESA DELL’EMBRIONE (FIVET)
2. L’UNITA’ DELLA FAMIGLIA
3. ATTO CONIUGALE E LE SUE DIMENSIONI (fecondazione
artificiale
omologa intracorporea)
4. PROBLEMI CONNESSI
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PROBLEMI
ETICO – MEDICI
– STIMOLAZIONE DELL’OVULAZIONE
– SINDROME DA IPERSTIMOLAZIONE (superato
dalla L.40 che impone a 3 il numero massimo di
embrioni)
– ALTERAZIONI GENETICHE EMBRIONE
– ASINCRONIA ENDOMETRIO - EMBRIONE
– MALATTIE E DIFETTI TRASMISSIBILI
– GRAVIDANZE A RISCHIO |
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PROBLEMI
ETICO – ECONOMICI
- COSTI SPROPORZIONATI RISPETTO A RISULTATI
- CONFRONTO CON ALTERNATIVE TERAPEUTICHE O PREVENTIVE
- PRIORITÀ NELL’ALLOCAZIONE FONDI
SANITARI
- MERCIFICAZIONE DEL CORPO
- REMUNERAZIONE DONATORI GAMETI E PRESTITO UTERO
(vietato dalla
maggior parte delle leggi)
- GROSSI VANTAGGI ECONOMICI PER ALCUNE CATEGORIE
PROFESSIONALI
(fortemente limitati dalla L.40) |
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PROBLEMI
ETICO – GIURIDICI
- QUALI PROTEZIONE PER L’EMBRIONE?
• PERDITA INSITA
• DIAGNOSI PRE-IMPIANTATORIA (vietata dalla
L.40)
• SPERIMENTAZIONE (vietata dalla L.40)
• CONGELAMENTO (vietato dalla L.40)
– DIRITTO DI FAMIGLIA
• TERZI ESTRANEI (problemi superati dalla
L.40)
• GENITORIALITÀ GIURIDICA E BIOLOGICA
(problemi superati dalla L.40)
• DIRITTO A CONOSCERE LA PROPRIA ORIGINE
GENETICA
(problemi superati dalla L.40)
• RICONOSCIMENTO E DISCONOSCIMENTO DI PATERNITÀ
(problemi
superati dalla L.40)
– DIRITTO DI PROPRIETÀ
• CHI PUÒ DISPORRE DI GAMETI ED EMBRIONI?
(resta il problema degli
embrioni congelati). |
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SPERIMENTAZIONE
SU EMBRIONI UMANI
(vietata dalla legge 40)
- MIGLIORAMENTO DEI TERRENI DI COLTURA PER FIV
- STUDIO MECCANISMO DI DIFFERENZIAZIONE CELLULARE
- STUDIO DELLE FASI INIZIALI DELLO SVILUPPO EMBRIONALE
- VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DEI FARMACI TERATOGENI
(malformazioni)
- VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DI SOSTANZE ABORTIVE
- CONTROLLO DI “NORMALITÀ” (duplicazione
embrionale per trasferimento) |
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PROBLEMI
CONNESSI
ALTERNATIVE ETICHE
- PREVENZIONE DELL’INFERTILITÀ
- TERAPIA
- AIUTO E NON SOSTITUZIONE DELL’ATTO CONIUGALE
RISPOSTE ALLA STERILITÀ: QUALI
IMPEGNI?
RICERCA SCIENTIFICA
- DEONTOLOGIA MEDICA
- LEGISLAZIONE
- INFORMAZIONE |
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IL
CASTELLO DI FROTTOLE
VI HANNO DETTO CHE la legge obbliga la donna ad
impiantare anche gli embrioni malati. NON È
VERO PERCHÈ la legge non prevede trattamenti
sanitari obbligatori e le stesse linee guida del
Ministero affermano che la donna non può
essere “costretta” ad accogliere l’embrione.
VI HANNO DETTO CHE l’utilizzo di soli tre
embrioni per ogni ciclo di trattamento riduce
le possibilità di successo.
NON È VERO PERCHE’ proprio impiantando
più di tre embrioni diminuisce la probabilità
di far arrivare almeno un bambino vivo alla nascita
e aumenta il rischio di gravidanze multiple e
pretermine.
VI HANNO DETTO CHE la legge impedisce la possibile
guarigione di milioni di persone proibendo il
prelievo delle cellule staminali dagli embrioni.
NON E’ VERO PERCHE’ come affermato
prima, non solo ad oggi nessuna cura è
possibile con le staminali embrionali, mentre
è possibile l’uso terapeutico di
staminali tratte da tessuto adulto ed inoltre
si tace sulla capacità cancerogena delle
cellule staminali embrionali.
VI HANNO DETTO CHE la legge italiana è
più restrittiva rispetto a quella di tutti
gli altri Paesi europei.
NON È VERO PERCHE’ anche la Svezia
ad es. vieta la fecondazione eterologa, la Svizzera
la diagnosi preimpianto, e la Spagna la produzione
di più di 3 embrioni (e il fatto che ognuno
di questi limiti sia stati posto in Paesi diversi,
certo non vieta che uno solo poi li possa accogliere
tutti).
VIENE TACIUTO ancora, da chi accusa la legge,
che - nel settore delle cellule staminali sono
coinvolti notevoli interessi economici;
- la fecondazione assistita, con qualunque tecnica
la si pratichi, prevede un tasso di bortività
spontanea molto più alto di quella delle
gravidanze naturali;
- l’utilizzo di embrioni congelati riduce
di quasi la metà la probabilità
di successo rispetto all’uso di embrioni
non congelati

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| IL
FAR WEST: Il primo dato che fa riflettere è
la proliferazione in Italia di centri in cui si
pratica la fecondazione artificiale dovuta alla
preesistente assenza di regole. Il rapporto con
Usa e Gran Bretagna è di 6 a 1. |
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| IL
LIMITE INVALICABILE. In Gran Bretagna si registra
un incremento dei successi: si è passati
dal ’91 al ’99 dal 18% al 23,4% di gravidanze
e dal 14% al 19,6% di nati vivi. Un incremento meno
significativo di quanto potrebbe apparire se si
tiene conto che in questi dieci anni le procedure
si sono profondamente evolute. C’è
evidentemente un limite fisiologico oltre il quale
non è pensabile andare. La percentuale di
successi è bassissima con costi umani e sociali
invece altissimi. |
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SOPRATTUTTO
OMOLOGA. Negli Stati Uniti la tecnica maggiormente
impiegata per procedure ad una fecondazione assistita
è quella che prevede l’utilizzo di
gameti freschi non da donatori, cioè quella
che in Italia chiamiamo omologa, che viene impiegata
in oltre il 75% dei casi.
A questi dobbiamo aggiungere un 13% di omologa che
prevede l’utilizzo di gameti o embrioni congelati.
In sostanza significa che la fecondazione artificiale
eterologa copre poco più del 10% dei casi. |
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ALTISSIMO RISCHIO DI ABORTO. Su 100 gravidanze
ottenute da una fecondazione assistita abbiamo,
secondo i dati americani, la nascita di uno o
più bambini nell’82,5% dei casi,
mentre nel 16,4% si ha l’aborto, spontaneo
o indotto, o comunque la morte del bambino o dei
bambini.
Un tasso di abortività spontanea decisamente
più alto di quello che si registra nelle
gravidanze naturali.
PIÙ EMBRIONI NON AUMENTANO LE
POSSIBILITÀ DI UNA NASCITA
Secondo i dati americani se viene trasferito un
embrione la probabilità di arrivare al
bambino nato vivo è dell’11%, 30,6%
se ne vengono trasferiti due, 35,5% se ne vengono
trasferiti tre. Dopo di che si ricomincia a scendere:
con quattro il 33,1%, con cinque il 28,2% …
Ancora più evidenti sono i dati che ci
arrivano dalla Gran Bretagna, per i quali con
un embrione le probabilità sono dell’8%,
con due del 22,8% e già con tre si torna
a scendere al 22,3%.
Vuol dire che, superata la soglia dei due embrioni,
non c’è nessuna convenienza a trasferirne
un numero più alto, anzi aumenta il rischio
di gravidanze multiple. Il numero massimo di tre
embrioni risulta dunque esattamente in accordo
con il dato statistico ricavato dagli studi scientifici
americani ed inglesi. |
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Alternative
Il giusto desiderio di un figlio può trovare
alternative praticabili e rispettose dei diritti
di tutte le persone coinvolte.
È opportuno orientare la ricerca scientifica
verso l’individuazione di una corretta diagnosi
della cause di infertilità e la messa a
punto di adeguate terapie mediche e chirurgiche
capaci di offrire il recupero della “salute
riproduttiva” nel rispetto della vita, dell’amore
e della famiglia.
Prevenzione ed educazione
Promuovere la conoscenza dei metodi naturali di
regolazione naturale della fertilità, come
il Metodo dell’Ovulazione Billings che,
come metodo diagnostico, consente alla coppia
di riconoscere i periodi fertili e non fertili
del proprio ciclo e di utilizzare tali informazioni
non solo per distanziare o evitare la gravidanza,
ma anche per ricercarla.
Il metodo consente, inoltre,di individuare precocemente
situazioni di ridotta fertilità e ricorrere
ad un tempestivo intervento terapeutico.
Purtroppo la pressione di lobby commerciali ostacola
la diffusione dei metodi naturali: che la coppia
lo apprenda non fa guadagnare denaro a nessuno!
Potenziare l’adozione nazionale e internazionale
come risposta al desiderio del figlio e sostenere
i coniugi con percorsi di formazione in preparazione
a tale scelta.
Qualora risulti impossibile ottenere una gravidanza
è opportuno segnalare anche attività
di volontariato, per esempio nei centri, movimenti
e servizi per la vita, centri per la famiglia…
iniziative adeguate per orientare quel “dono
di sé” che la fecondità di
coppia è capace di esprimere, al di là
della fertilità biologica.
È importante promuovere una cultura
del dono e della solidarietà sin dall’adolescenza.
Una corretta educazione della sessualità
è fondamentale per aiutare i giovani ad
accostarsi al mistero della vita con rispetto
ed apertura d’anima, per sapere poi affrontare
nel modo giusto la dimensione della fertilità
umana.
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